Serie Europa 1956

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Serie Europa
1957
Soggetti e temi
Tutte le emissioni dell'anno
Emissione Italia


Il soggetto è comune a tutti gli stati: Scritta "Europa" in costruzione e bandiera del movimento europeistico.

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Dal bollettino illustrativo n.23 del 15 settembre 1956

Le amministrazioni postali del Belgio, della Francia, della Germania (repubblica federale), dell'Italia, del Lussemburgo e dei Paesi Bassi hanno convenuto di emettere contemporaneamente il 15 settembre 1956 una serie di francobolli a soggetto unico ispirato all'idea europea.

La vignetta comune dei valori di cui trattasi è stata disegnata dall'artista francese Gonzague, riuscito vincitore dell'apposito concorso bandito fra gli artisti dei Paesi interessati.

L'Amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni d'Italia partecipa a questa concreta manifestazione di solidarietà internazionale con una serie di due valori: uno da 25 lire e uno da lire 60.

Il primo è di colore verde; il secondo, invece, destinato all'affrancatura per l'estero, è di colore bleu, così come convenuto dalle sei predette Nazioni. (...)

Quando, il 9 maggio 1950, Robert Schuman lanciò il suo appello tendente a porre l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto un’alta autorità comune, in un’organizzazione aperta alla partecipazione degli altri paesi europei, gli spiriti più lungimiranti compresero che era stato posto un seme fecondo non soltanto per superare secolari dissidii ed incomprensioni fra due grandi Paesi, ma anche per realizzare quell’unità europea auspicata dai popoli del nostro continente.

Il Governo italiano che sotto la guida di De Gasperi aveva fatto dell’unità europea il fulcro della propria politica, accolse l’invito ed assieme ai governi degli altri cinque paesi amici collaborò attivamente alla stesura del Trattato istitutivo della prima comunità europea. Il 18 aprile del 1951, questo fu firmato a Parigi dai rappresentanti dei sei Paesi; i successivi dibattiti svoltisi nei Parlamenti nazionali per la ratifica del Trattato confermarono che l’idea di un’Europa unita era ormai passata dalla fase delle utopie a quella delle concrete realizzazioni: in tale prospettiva era da considerare la Comunità che veniva alla luce.

Quattro anni sono passati dall’entrata in vigore del Trattato (25 luglio 1952) e dall’insediamento a Lussemburgo delle prime istituzioni europee. Le realizzazioni da queste compiute sono ormai una realtà acquisita, il cui significato trascende il valore puramente tecnico-economico per assurgere, sul piano psicologico e morale, ad eventi di più ben vasta portata: sono i primi provvedimenti « europei », è la prima disciplina posta da istituzioni liberamente accettate al disopra delle singole nazionalità.

È in questo clima che si rende possibile, anzi è auspicato, il « rilancio europeo », promosso dalla conferenza di Messina (1-2 giugno 1955) e sanzionato dalla recente conferenza di Venezia (29-30 maggio 1956), i cui principi informatori vanno traducendosi - nella conferenza ora in corso a Bruxelles - in concrete disposizioni della nuova legge europea: vengono così poste le pietre angolari su cui un gruppo di popoli liberi va costruendo - per sè e per i proprii figli - il nuovo edificio dell'Europa Unita.


Emissioni non ufficiali

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Serie stampata da rumeni in esilio in Spagna, come protesta per la loro condizione. La serie ha lo stesso soggetto delle emissioni ufficiali, ma la costruzione è in rovina